 Dopo
il mio articolo “ I Neocatecumenali di Kiko: movimento ecclesiale o
setta all’interno del Cattolicesimo?”, diversi lettori di Petrus mi
hanno chiesto ulteriori dettagli sul Cammino Neocatecumenale e sulla mia
storia personale. Premetto che non sono un teologo di professione ma un
normale parroco di Campagna, per cui mi rifaccio alla mia esperienza
con il Cammino Neocatecumenale durata diversi anni per spiegare perché
decisi di chiudere con tale gruppo. A lungo andare la frequenza
neocatecumenale mi puzzava sempre più di gnosticismo. Mi spiego meglio:
le eresie gnostiche sono state, dall’epoca patristica, tra i più
pericolosi nemici della Chiesa Cristiana, ma, malgrado i ripetuti
attacchi, non hanno mai potuto abbattere l’edificio costruito da Cristo.
Esse si basano sulla “conoscenza”(gnosi, appunto) che è riservato ad un
ristretto numero di persone (gli “iniziati” o “illuminati” a seconda
della varie sétte) ...
..., mentre gli altri (gli “affiliati”) devono essere
all’oscuro di tutto e non avere la minima idea di dove li porterà il
loro cammino iniziatico. Molte persone, anche oggi si affiliano alla
Massoneria Operativa senza avere la benché minima idea di dove questa
affiliazione possa portarle, magari per l’impronta vagamente
filantropica di alcune logge, o magari per accrescere il loro status
sociale nella società e aumentare così il proprio potere, non
immaginando certo di diventare veri e propri schiavi di satana, cosa che
solo alcuni arriveranno a capire, salendo la lunga scala
dell’iniziazione massonica. Riguardo al Cammino, poi, quando uno entra
nel movimento Neocatecumenale deve dimenticare le domande. Per lungo
tempo non è permesso di porne e, anche quando arriva il momento di
chiedere qualcosa, le risposte sono evasive, a meno che mai quelle che
riguardano le tappe future del Cammino perché allora è tutto top secret.
Il sapere è tutto nelle mani dei responsabili, o
dei “catechisti”, che non sono persone che hanno fatto studi
particolari di teologia, liturgia, patristica od altro, ma solo persone
che hanno fatto almeno cinque o sei anni di cammino e che sono state
indottrinate imparando a memoria o quasi le catechesi di Kiko.
Catechesi che sono piene di eresie dottrinali e che sono state fatte nel
contesto socio-culturale degli anni 70 e vengono ancora propinate nel
ventunesimo secolo! Loro stessi non hanno idea di quello che verrà
loro insegnato nei prossimi anni. Il miglior allievo per i
Neocatecumenali è colui che è al digiuno di nozioni di catechismo, di
teologia e di Bibbia, in modo da potergli insegnare tutto quello che
pare a Kiko. Ma ci chiediamo: perché tanta gente, all’inizio, si fida
dei Neocatecumenali?
Perché l’annuncio delle
catechesi viene fatto la domenica in parrocchia e i catechisti dicono
che sono stati mandati dal vescovo. Ricordo che quando le perplessità
sulla bontà del Cammino divennero delle evidenze sconcertanti e iniziai a
lamentarmi pubblicamente, ricevetti una telefonata dalla responsabile
del Cammino che mi disse che essi avevano deciso di chiudere il Cammino
nella mia parrocchia, io replicai allora che se erano stati inviati,
come essi dicevano, dal vescovo doveva essere il vescovo che se era vero
l’aveva aperto, doveva lui solo dirmi di chiuderlo, e non loro, laici, a
dare ordini a un sacerdote.
Il fatto
interessante avvenne subito dopo, per anni ero stato il confessore di
centinaia di neocatecumenali di altre comunità parrocchiali, i quali non
si facevano scrupolo di venirsi a confessare a tutte le ore. Tante
volte, stavo per mettermi a tavola e finalmente mangiare, o stavo
schiacciando il pisolino pomeridiano, ed ecco i “fratelli” che
approfittando della pausa pranzo venivano a confessarsi. Chiuso il
Cammino nella mia parrocchia, non ne vidi più nessuno, ma proprio
nessuno e la cosa mi sconcertò alquanto, perché con gli anni ti
affezioni alle persone. Ci furono ordini di scuderia per cui nessuno
doveva più venire da me. Ed io, allora, preticello ingenuo ,pensavo che
venivano dal sacerdote cattolico a riconciliarsi con Dio. No venivano
dal Presbitero di comunità, e quando questi non lo fu più, ci fu No Kiko
No party…
Il catechista neocatecumenale che
aveva aperto il cammino nella mia parrocchia quando venne l’ultima volta
a trovarmi, stizzato mi disse che tra me e loro non ci poteva essere
dialogo perche io- sue testuali parole che non scorderò mai-
rappresentavo la Chiesa di Pietro, mentre loro rappresentavano la Chiesa
di Giovanni. A queste testuali parole capii finalmente che Dio, nella
sua infinita misericordia, mi aveva liberato da una setta che per
ingenuità sacerdotale giovanile io stesso avevo aiutato ad impiantarsi
nella mia parrocchia! Da varie fonti massoniche sono trapelati vari
documenti che attestano come da molti anni siano in corso piani per
l’annientamento della Chiesa Cattolica, operando dal suo interno(cfr.
“La faccia nascosta della storia” di P. Mantero, Ed. Segno, Udine).
Esaminiamo alcuni punti interessanti: 1. La svalutazione e il
deprezzamento della SS. Eucarestia e conseguentemente la
desacralizzazione e profanazione del culto cattolico e dei luoghi di
culto. 2. L’eliminazione della Mariologia e dell’angelologia dalla
teologia cattolica. 3. Eliminazione del sacerdozio ministeriale e di
tutto ciò che ha a che fare col sacro. 4. Uso del denaro per accrescere
il consenso.
Ora esaminiamo ad uno ad uno questi
punti, confrontandoli con la catechesi neocatecumenale tratta da gli
orientamenti alla èquipes di catechisti di Kiko Argüello, come
riportato da P. Enrico Zoffoli, da essi considerato il loro nemico n. 1,
nel suo volumetto “Il neocatecumenato della Chiesa Cattolica”: Per i
Neocatecumenali la Messa non è un vero “sacrificio”, il perpetuarsi del
sacrificio della Croce, ma soltanto un banchetto comunitario che celebra
la potenza salvifica di Cristo risorto che è bene celebrare non in
Chiese consacrate, ma in stanze qualsiasi proprio per far risaltare che è
una cena, e se si celebra in Chiesa per ragioni di spazio(con più
comunità riunite) l’altare(cioè, la tavola)va tolto dal presbiterio e
portato al centro della Chiesa. Il Pane Consacrato non si muta nella
sostanza del Corpo e del Sangue di Cristo, non avendo altra funzione che
quella di simboleggiare la presenza spirituale di Lui che, risorto,
tutti trascina sul carro di fuoco...
Negati il
Sacrificio eucaristico e la transustanziazione, il “Pane consacrato”(con
tutti i suoi resti e frammenti) esclude la reale presenza di Cristo,
perciò abbiamo che nelle messe celebrate da sacerdoti Neocatecumenali
non viene fatta la purificazione dei vasi in modo corretto, non si fa
caso se dei frammenti cadono a terra(una volta si chiamava
sacrilegio...) e viene negato ogni culto al SS. Sacramento. (niente
Quarant’ore o adorazione eucaristica ). VI - L’Eliminazione della
Mariologia dalla teologia cattolica . L’unica effigie Mariana ammessa è
un icona di vago sapore bizantino, chiamata “Madonna di Kiko”, Ricordo
che una volta durante la liturgia della parola del mercoledì non si
trovava il quadro di Kiko, ed io proposi di andare a prendere il quadro
del Cuore Immacolato di Maria appeso in sacrestia e metterlo sul
trepiedi. Ovviamente non se ne fece niente, perché tutto il materiale
liturgico deve essere disegnato da Kiko. Come ho già scritto, c’è un
culto della personalità verso l’Arguello, che non è offensivo definirli
Kikiani. . Ovviamente non si può parlare ai Neocatecumenali di Lourdes,
Fatima ecc. a cui viene negata ogni importanza. VII – Eliminazione o
almeno marginalizzazione del sacerdozio ministeriale e di tutto ciò che
ha a che fare col sacro.
L’eliminazione del
sacrificio comporta la soppressione del sacerdozio ministeriale, non
dovendosi riconoscere altro sacerdozio se non quello di Cristo:
l’Eucarestia è celebrata nella comunità dei credenti, tutti
indistintamente partecipi di quell’unico sacerdozio... L’esclusione del
sacerdozio ministeriale porta al crollo della gerarchia Ecclesiastica,
ossia il rifiuto dell’ordine sacro che la fonda, soppresso il quale, la
Chiesa, come società visibile e gerarchica, non ha più alcuna ragione di
essere. Infatti, nel neocatecumenato tutta l’autorità e tutto il sapere
sono nelle mani di Kiko e dei responsabili da lui nominati a livello
zonale e dei catechisti, ai quali, tutti, anche i sacerdoti devono
obbedienza! I preti servono solo a celebrare le messe secondo le
indicazioni liturgiche di Kiko. Il rispetto verso i sacerdoti è solo
formale, i veri pastori sono i Catechisti del Cammino che, laici, non si
fanno pudore di chiedere , durante gli scrutini , anche ai sacerdoti
se si masturbano…Aspetti privatissimi della vita intima di una persona
non li conosce il sacerdote parroco o il sacerdote confessore, che in
virtù del suo ministero ne avrebbe tutto il diritto , ma dei semplici
laici conoscono i fatti di tutti!
In realtà essi
non si fidano dei preti, è questo il motivo per cui Kiko ha voluto i
seminari Redemptoris Mater per avere un clero plasmato a sua immagine e
somiglianza! Mia mamma, che avevo portato insieme a mia sorella nel
cammino mi fece notare che i catechisti Neocatecumenali poi non si
inginocchiavano mai, né davanti al Santissimo, né alla consacrazione,e
assumevano atteggiamenti irriverenti durante le celebrazioni(la
posizione classica in Chiesa è con le gambe accavallate ed i due gomiti
appoggiati allo schienale, possibilmente in posizione obbliqua rispetto
alla panca). Io stesso devo ammettere che durante la mia permanenza nel
Cammino ero come se fossi stato ipnotizzato, tenevo le fette di
prosciutto sugli occhi. Ma la cosa che mi fece svegliare dal sonno
ipnotico fu durante una convivenza piena di termini e ritualità
giudaiche, in cui ad un certo punto mi chiesi: ma dove sono capitato?
Sono in un’associazione cristiana o sono finito in una sinagoga ebraica?
Mi trovo tra i marrani, ossia gli ebrei spagnoli che fingevano di
essersi convertiti a Cristo o in un gruppo cattolico? Non sono
assolutamente un antisemita, ma il rinnovamento della chiesa si deve
rifare alla Padri della Chiesa non all’ Antica Alleanza che è superata!
I
Neocatecumenali dispongono di grosse somme di denaro, che vengono
elargite dai loro membri. Con quale “liberalità” ci sarebbe molto da
discutere: C’è la storia di una suora alla quale fu tolto l’orologio
perché si “liberasse dai beni” non avendo altro da dare a causa del voto
di povertà e perciò non possedendo niente. Arrivati ad un certo punto
del cammino devono dare le “decime ”non sapendo ovviamente dove vanno a
finire: nessuno presenta consuntivi. In gran parte vengono date in
elemosina ai vescovi delle Diocesi che li ospitano al fine di
accrescere il consenso della Gerarchia nei loro confronti. Un altro
aspetto del cammino Neocatecumenale che trova riscontro nello statuto
massone è il comportamento verso il prossimo. Come nel giuramento
massone è fatto obbligo di aiutare i “fratelli” della stessa loggia,
anche per i neocatecumenali c’è l’impegno del mutuo soccorso all’interno
della propria comunità ed eventualmente delle altre comunità.
In
conclusione a proposito di soldi, sul blog “ La Verità sui
Neocatecumenali” è stato riportato il mio primo articolo su Petrus e tra
i commenti c’è ne uno di un anonimo che scrive le testuali parole:” LA
STORIA SI RIPETE…DON MARCELLO COME GINO CONTI… ANCHE LUI COMINCIA A
VENDERE LIBRI… INTERESSANTE NO??? PRIMA L’ARTICOLO COPIAEINCOLLA CON
ZOFFOLI…L’ANNUNCIO DEL NUOVO LIBRO…DAJE MARCE’…SE VOI 50 EURO TE LI
REGALO IO…” Al caro anonimo ricordo che sono molti anni che mi dedico
alla compilazione di libri, ne ho attualmente scritto 24, alcuni
tradotti in diverse lingue, quest’anno 2008 ne pubblicherò altri 10, per
cui se segui Petrus dovrai abituarti alla pubblicità frequente dei
miei libri! Un’ultima cosa, per quanto riguarda i 50 euro che vuoi
regalarmi, parlane prima con il responsabile della tua comunità, lo sai
non ti è lecito fare l’elemosina senza il suo permesso, potrebbe essere
interpretato come un atto di superbia da parte tua…
Don Marcello Stanzione (Ri-Fondatore della M.S.M.A.)
|
La prego di aiutare ad uscirne quante più persone possibili,mi appello a lei da persona e non da credente/aderente ad nessun credo particolare,credo però fermamente nell'amore come unica e vera soluzione ai mali del mondo e questo mi rende quasi certamente un buon cattolico,musulmano,busshista o qualsiasi altra filosofia di vita civile e rispettosa del prossimo.
RispondiEliminaGradirei poterle parlare a voce se possibile dato che sono finito in mezzo ad una vicenda spiacevole legata a questa setta eretica.
Saluti,Samuel.