Visualizzazione post con etichetta neocatecumenale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neocatecumenale. Mostra tutti i post

sabato 11 febbraio 2012

DOCUMENTI


 (6 ottobre 2007)
 
 (25 marzo 2006)
 



L'intervista è al seguente link: www.korazym.org/news1.asp?Id=15805 (19 gennaio 2006)















Don Gino Conti scrive a proposito della risposta di Don Giancarlo Rocca pubblicata sul n° 42/2002 di Famiglia Cristiana alla domanda di Antonio C. di Brescia "Perché è stato approvato il "Cammino neocatecumenale" se molti vescovi in Italia, compreso il mio, si sono espressi in modo molto critico nei suoi confronti?"

Non aggiungiamo commenti poiché sarebbero superflui! (27 agosto 2002)




Un catechista neocatecumenale chiede di pubblicare una sua e-mail. Lo facciamo aggiungendo una brevissima risposta. Lasciamo ai lettori di trarre le valutazioni più idonee per le espressioni contenute nella e-mail del Sig. Moris.

Il Sig. Gianluca di Teramo ha inviato una e-mail con richiesta di pubblicazione sul sito. Risposta di Augusto FAUSTINI, chiamato in causa nella e-mail per la sua pubblicazione "La tela del ragno".


Il Sig. Sergio FUCCHI ha risposto a Don Gino Conti che invia un replica. La pubblicazione è stata richiesta dal Sig. Sergio Fucchi.
 
Il Sig. Sergio FUCCHI ha inviato una e-mail con richiesta di pubblicazione sul sito con la risposta di Don Gino Conti. Il Sig. Fucchi critica gli avversari del Cammino e intende "rinnovare"  il Movimento dall'interno.
 
 
 
 
 
 
 


E-mail pervenuta l'1-3-2000 da Padre Angelo RAGAZZI di Verona con risposta di Don Gino CONTI (autore dei testi "Neocatecumenali al Bivio" e "Un segreto svelato").

DODICI RITI, PER ALTRETTANTE TAPPE


DODICI RITI, PER ALTRETTANTE TAPPE



Il percorso di catechesi che ogni membro del Cammino compie dura almeno dieci anni e passa attraverso cinque fasi.

Ogni fase ha delle tappe contrassegnate da specifici rituali, in totale dodici.

Sono questi i rituali extraliturgici in uso nelle comunità neocatecumenali ora approvati dalle autorità vaticane.

PRIME CATECHESI

1. Rito della conversione. Accompagna la decima delle sedici catechesi introduttive. Il rito, molto dettagliato, precede e segue in forma comunitaria la confessione sacramentale individuale di ciascuno dei presenti. Per chi prosegue nel Cammino, tale rito sarà reiterato a cadenza mensile.

2. Consegna della Bibbia. Accompagna la quindicesima catechesi.

3. Rito del lucernario. Apre la "convivenza" di tre giorni che conclude le sedici catechesi introduttive. Altre celebrazioni della Parola ritmano questi stessi giorni e ritmeranno, settimanalmente, il prosieguo del Cammino.

PRECATECUMENATO

4. Primo scrutinio. Segna il termine di questa seconda fase, la cui durata è di almeno due anni.

PASSAGGIO AL CATECUMENATO

5. "Shemà". In ebraico: ascolta. È il rito che celebra l'accoglienza della Parola di Dio.

6. Secondo scrutinio.
Conclude il biennio di questa terza fase. Chi lo compie rinuncia a ricchezze personali anche cospicue, rimesse alla comunità.

CATECUMENATO

7. Consegna del Salterio. Cioè del libro dei salmi.

8. Traditio Symboli. Cioè la consegna del "Credo".

9. Redditio Symboli.
Cioè la confessione pubblica della propria fede, appresa col "Credo".

10. Consegna del Padre Nostro.
È il rito che introduce il terzo anno di questa quarta fase.

ELEZIONE

11. Libro della vita. Scrivendo il proprio nome in questo libro, il neocatecumenale apre i due anni di questa quinta e ultima fase del Cammino.

12. Rinnovo delle promesse battesimali. È l'approdo del Cammino. Il rito è compiuto durante la Veglia pasquale, che si prolunga fino all'alba e si conclude con un banchetto.

Articoli e saggi sul Movimento neocatecumenale


Articoli e saggi sul Movimento neocatecumenale

Intervista dell'Agenzia ZENIT a Giuseppe GENNARINI (1-1-06) e commento all'intervista di Don Gino CONTI.
Don Gino CONTI commenta l'Istruzione Redemptionis Sacramentum.
Articolo della rivista "INSTAURARE" sull'enciclica "Ecclesia de Eucharistia" (Danile Mattiussi).
Articolo dell'agenzia di stampa internazionale ADISTA di Roma (n. 27 del 5 aprile 2003) sulla testimonianza di una coppia di ex neocatecumenali (Hermine Niess sposata con Concetto Bonaccorso).
Articolo pubblicato sulla rivista Vita Pastorale n° 11 del 2002 di Rinaldo Falsini
Cristiano Fedele - Supplemento n° 3 (Don Elio Marighetto)
Articolo pubblicato nel mese di ottobre 2002 su "Chiesa Viva" (Prima parte)
Articolo pubblicato nel mese di novembre 2002 su "Chiesa Viva" (Seconda parte)
Altro articolo pubblicato nel mese di novembre 2002 su "Chiesa Viva"
Articolo pubblicato sulla rivista Famiglia Cristiana nel n° 42 del 2002
Articolo pubblicato sulla rivista Vita Pastorale n° 10 del 2002
Articolo pubblicato sulla rivista Settimana n° 29 del 25 agosto 2002
Don Gino Conti, dopo l'esame del Decreto di approvazione del Cammino Neocatecumenale ne illustra alcuni aspetti importanti.
Articolo dell'agenzia di stampa internazionale ADISTA di Roma su un'intervista a Don Giancarlo Rocca, religioso paolino e direttore del Dizionario degli Istituti di Perfezione, sul Decreto di approvazione del Cammino Neocatecumenale.
La Chiesa cattolica nelle catechesi neocatecumenali, studio sintetico preparato da Don Gino CONTI.
Amore e matrimonio nelle catechesi neocatecumenali, secondo un studio condotto da Don Gino CONTI.
Articolo dell'agenzia di stampa internazionale ADISTA di Roma sul Movimento Neo-Catecumenale. Suddiviso in sette parti, consente una visione sufficientemente completa delle problematiche sollevate dal Cammino.
Lettera di un parroco del Lazio "Sono deluso dei neocatecumenali", pubblicata a pag. 64-65 della Rivista "vita pastorale", ottobre 2001.
Quadro sinottico delle principali affermazioni delle fede cristiana (il Papa) contraddette dalla pseudo-teologia del movimento neocatecumenale (Kiko).
Articolo pubblicato sulla rivista Jesus, nel mese di maggio 1999, a firma di Vittoria Prisciandaro.
Articolo pubblicato sulla rivista di Genova "Medjugorie-Genova", a firma di Dina Mite, che sintetizza il sistema neocatecumenale e la loro dottrina.
Nuovi movimenti religiosi: in Vaticano qualche apertura ma anche molta cautela ("Il Messaggero" di Roma, 29 giugno 1998).
Trascrizione da una videocassetta del dibattito sui neocatecumenali tenutosi a Rocca Priora (Roma) il 20 aprile 1997.  (digita qui per visitare la traduzione in lingua inglese)
Il giorno 1 giugno 1996, nella clinica ove era degente, Padre Enrico Zoffoli ha ricevuto la visita del Sig. Arguello Kiko. Nelle comunità neocatecumenali si fa circolare la notizia che Padre Zoffoli abbia chiesto scusa a Kiko. Come al solito la verità è stata mistificata! Vi sono testimonianze di persone che erano presenti all'incontro che smentiscono le falsità che - per loro comodo - i neocatecumenali fanno circolare.
Setta religiosa accusata di lavaggio del cervello   ("THE SUNDAY TIMES, 23 Aprile 1995", digita qui per visitare la traduzione in lingua inglese)
Articolo pubblicato sul numero 102 (novembre 1995) della rivista Medjugorie di Milano, a firma di Pietro ROCCA. (digita qui per visitare la traduzione in lingua inglese)
"Lettera al Direttore di Radio-Maria". È il testo pubblicato nel 1994 da Padre Enrico Zoffoli per far capire a Padre Livio ciò che sembra non conoscere del Cammino Neocatecumenale.

Documenti sul Movimento neocatecumenale:

Documenti sul Movimento neocatecumenale:

La Radio Vaticana, il 15 febbario 2006, ha pubblicato un'intervista al Card. Arinze nella quale sono fermamente ribadite le indicazioni del Santo Padre sulle celebrazioni eucaristiche del Cammino Neocatecumenale. In calce alcune importanti  considerazioni!   (febbraio 2006)
Lettera del Cardinal Francis Arinze ai responsabili del Cammino Neocatecumenale (dicembre 2005)
Lettera del Vescovo di Brescia, Mons. Sanguineti, sul Cammino Neocatecumenale in occasione del Natale del 2003
Lettera del Card. PIOVANELLI ai sacerdoti della Diocesi di Firenze, sul "Cammino neocatecumenale" (25 marzo 1995).

Documenti sull'EUCARISTIA:
Istruzione della Conferenza Episcopale Italiana sulla Comunione Eucaristica
(19 luglio 1989)

Testimonianze di laici


Tutte le testimonianze di seguito riportate non sono commentate. Si lascia al lettore il giudizio delle circostanze riportate!

Si ringrazia la Casa Editrice "Il Segno del Soprannaturale" di Udine (0432-521881) per l'autorizzazione concessa per riportare parti del libro "Verità sul Cammino Neocatecumenale" di Padre Enrico ZOFFOLI.
A) Testimonianze di laici 
  1. E-mail pervenuta l'1-7-2001 che contiene critiche al Movimento NC, ma che solleva anche alcuni dubbi sull'atteggiamento della gerarchia cattolica. In appendice, Don Elio Marighetto risponde alle critiche e ai dubbi.
  2. A proposito dei condizionamenti mentali nelle comunità neocatecumenali (Testimonianza pervenuta via Internet; cfr. fra i Sacerdoti "I meccanismi psicologici di condizionamento ...")
  3. Testimonianza di un padre di famiglia ("Nuovi e più scaltri dei testimoni di Geova" pag. 89 del libro "Verità sul...)
  4. Testimonianza di un'altra madre di famiglia ("Ampia e dettagliata esposizione" pag. 148 del libro "Verità sul...)
  5. Testimonianza di un'altra madre di famiglia ("Fanno di tutto perché ci si allontani dall'Eucaristia e dalla Madonna" pag. 125 del libro "Verità sul...)
  6. Testimonianza di una signora ("Atteggiamento autoritario, opprimente" pag. 241 del libro "Verità sul...)
  7. Testimonianza di una coppia di ex catechisti con 20 anni di esperienza nel Cammino ("Regime dittatoriale e terrorismo dei catechisti " pag. 224 del libro "Verità sul...)
  8. Studio di un signore ("Massoni e Neocatecumenali - Strane concordanze" pag. 169 del libro "Verità sul...).

B) Testimonianze di alcuni sacerdoti (che sono stati coinvolti nel "Cammino" e ne sono usciti dopo aver constatato dall'interno gli errori che si commettono):
  1. Testimonianza di un sacerdote ("Assurde pretese dei catechisti" pag. 82 del libro "Verità sul...)
  2. Testimonianza di un altro sacerdote ("Fede falsa e bugiarda" pag. 83 del libro "Verità sul...)
  3. Testimonianza di un altro sacerdote ("Da un abisso in un altro" pag. 66 del libro "Verità sul...)
  4. Testimonianza di un altro sacerdote ("I catechisti superiori al Sacerdote" pag. 21 del libro "Verità sul...)
  5. Testimonianza di un sacerdote responsabile di comunità in Italia e in Brasile ("Solenne denuncia" pag. 24 del libro "Verità sul...)
  6. Analisi di livello scientifico di Mons. Landucci sul Movimento Neocatecumenale  ("Il Movimento Neocatecumenale" pag. 296 del libro "Verità sul...)
  7. MNCgen00 è un studio completo ed aggiornato sul Cammino "segreto" che, ammantato di pseudo-cattolicità, sta trasformando tante persone di buona fede in altrettanti eretici! Da studiare e diffondere!
  8. Dal 24 al 26 maggio 1999 a Porto San Giorgio si è tenuta una CONVIVENZA di Parroci e di presbiteri.  La  relazione, tenuta dal direttore del Redemptoris Mater di Brasilia (P. Javier Sotil), contiene le ammissioni per gli errori presenti nelle catechesi neocatecumenali. Don Gino CONTI ha fatto un testo di commento (clicca sul testo che segue PSG0599Note).
  9. Lettera aperta di Don Gino CONTI a Kiko ARGUELLO sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù. (clicca sul testo che segue LA1_Kiko)
  10. Lettera aperta di Don Gino CONTI a Carmen HERNANDEZ sulla devozione all'EUCARISTIA. (clicca sul testo che segue LA1_Carmen)

Testi riservati del Movimento neocatecumenale

Dopo attenta analisi, in questa pagina, vengono inseriti i testi riservati del Cammino Neocatecumenale che contengono i maggiori errori e contraddizioni sulla Chiesa Cattolica (dottrinali, liturgici, pastorali, ect.).
La trascrizione dei testi in formato elettronico è stata realizzata con l'ausilio di  procedure automatiche. Ci scusiamo degli eventuali errori di trascrizione che da ciò potrebbero essere stati causati.

Ringraziamo coloro che volessero segnalarci le eventuali correzioni da apportare.

Chi vuole pubblicare testi del Cammino già trascritti in formato elettronico può inviarceli via e-mail e si ringrazia per la collaborazione!

Testi riservati del Movimento neocatecumenale:
Tutti i testi del Cammino Neocatecumenale sono composti da molte pagine, pertanto il tempo di caricamento sul proprio computer dipende dalla velocità del collegamento.
Il testo reso disponibile è quasi uguale a quello denominato "ORIENTAMENTI ALLE EQUIPE DEI CATECHISTI PER LA CONVIVENZA DELLA RINNOVAZIONE DEL PRIMO SCRUTINIO BATTESIMALE". (Appunti tratti dalle catechesi di Kiko e Carmen a Madrid nel 1972, con aggiunte del 1986). Già pubblicato nel sito il 24 gennaio 2003. 
I responsabili del Cammino hanno tentato di camuffare le modifiche proponendo la riedizione del testo “Orientamenti …. per il primo scrutinio battesimale”. Facendo un semplice confronto con i testi in formato elettronico si è visto che la sostanza non è cambiata.
Questa è la dimostrazione della malafede con cui propongono i testi.
Bisogna fare un'altra considerazione. Il testo è stato "rivisto" nel 1999 quando era già in corso l'esame dei tredici volumi consegnati per l'approvazione dello Statuto del Cammino Neocatecumenale. L'aggiunta delle note (con richiami al Nuovo e Vecchio Testamento e soprattutto al Catechismo della Chiesa Cattolica) - senza cambiare sostanzialmente il contenuto - sembra voler mascherare gli errori dottrinali con una pseudo-allineamento alla dottrina della Chiesa Cattolica.


ORIENTAMENTI ALLE EQUIPES DEI CATECHISTI PER LA FASE DI CONVERSIONE (376 pagine). Si ricorda che questo testo è stato commentato da Don Gino CONTI con il libro "UN SEGRETO SVELATO" pubblicato dalle Edizioni Segno di Udine. 
"ORIENTAMENTI ALLE EQUIPE DEI CATECHISTI PER LO SHEMA",  fedele copia elettronica del testo riservato utilizzato dai catechisti del Cammino. 
Orientamenti alle èquipes dei catechisti per il secondo scrutinio battesimale (dalla pag. 167 alla pag. 190 che trattano di alcuni "interrogatori" condotti da Kiko.

I NEOCATECUMENALI CHI SONO


Su gentile concessione della Casa Editrice:

Edizioni SEGNO Via del Vascello, 12 33100 UDINE
Tel.: 0432-521881 Fax: 0432-603195

Per ordinazioni http://www.edizionisegno.it e-mail: info@edizionisegno.it


La seguente pubblicazione, elaborata qualche anno fa dal passionista-teologo Padre Enrico ZOFFOLI dopo l’analisi dei testi riservati del Movimento Neocatecumenale, ha ancora oggi tutta la sua validità di discernimento dei metodi e degli obiettivi del citato Movimento.




I NEOCATECUMENALI
CHI SONO
QUALE IL LORO "CREDO"
COSA PENSARNE


* * *

I - CHI SONO

— Sono fedeli che intendono ricondurre la società contemporanea al Cristianesimo compiendo e indicando un Cammino di fede volto a riscoprire il senso e il valore del Battesimo.
— Pur non formando un Istituto religioso né avendo delle Regole, i Neocatecumenali compongono piccole "comunità" particolarmente attive, inserite nelle parrocchie di molte diocesi del mondo cattolico.
— Innegabile la sincerità ed il fervore di molti di loro, alcuni dei quali convertiti dal peccato ad una esemplare vita cristiana.
— Sapiente l'ideale di un cammino che, alla luce di una maggiore comprensione del rito battesimale, stimola a vivere il dogma centrale del Cristianesimo nella partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo.
— Lo si deve - quanto alla sua organizzazione - a Kiko Argüello, che ha ripreso un motivo di fede ed un metodo di vita derivati dalla millenaria tradizione della spiritualità paolina, ben nota - anche se sotto altre forme e nomenclature - a tutti i Santi e le istituzioni religiose del passato.
— Ciò spiega il favore di cui il Movimento Neocatecumenale gode presso la Gerarchia, in contrasto con la diffidenza, i sospetti e l'aperta accusa di eresia lanciata da alcuni, informati dei presupposti dottrinali del cammino.
— Tale opposizione non riguarda quei fedeli che, nella migliore buona fede, hanno aderito all'iniziativa attribuendo ad essa il proprio ravvedimento. Non mancano però molti che, durante il cammino, sono rimasti duramente scossi dalla penosa esperienza di alcuni modi di pensare e di agire osservati nel Movimento, incompatibili con le convinzioni dovute all'educazione cristiana ereditata dalla famiglia e ricevuta in parrocchia.
— Esperienze di questo genere - a noi confidate - ci hanno indotto ad un attento studio delle "catechesi" attribuite a Kiko, diligentemente registrate, trascritte e adottate - nel più geloso riserbo - come testo formativo dei Catechisti, unici maestri e responsabili del cammino.
— I risultati del loro esame critico hanno confermato la fondatezza delle accuse accennate, le quali ricadono principalmente su Kiko, i Catechisti e quanti condividono e propagano gli errori contenuti nei copiosi dattiloscritti delle catechesi.
— Di questi errori la stragrande maggioranza dei Neocatecumenali non sembra consapevole, traendo dal cammino soltanto il bene depurato dalla scoria di evidenti e gravi aberrazioni dogmatiche.
— Ciò tuttavia non dispensa dal dovere di informare di tutto il grande pubblico per impedire un'ulteriore diffusione dell'eresia e di una mentalità che insensibilmente dispone ingenui ed ignari ad accettarla.

II - ERRATI PRESUPPOSTI DOTTRINALI
Abbiamo potuto individuarli nei testi dattiloscritti suddetti riservati ai Catechisti e tenuti segreti non solo al pubblico, ma anche ai fedeli impegnati nel cammino.
Si tratta di idee che possono non essere condivise da molti Neocatecumenali e sembrano del tutto ignorate specialmente da coloro che, digiuni di teologia, non sono in grado di giudicarne l'ortodossia con la necessaria competenza.
L'accusa di eresia colpisce le posizioni dottrinali, non le persone, che riteniamo sempre degne di rispetto, potendo essere animate dalle migliori intenzioni.
* * *
1 - Il peccato: l'uomo non può non commetterlo, come non può compiere il bene né acquistarsi dei meriti;
— la conversione è possibile soltanto come riconoscimento, da parte di ciascuno, della propria miseria morale, non come decisa volontà di emendarsi che tenda a realizzare la santità;
— il peccato non può offendere Dio, e l'uomo non contrae il dovere di espiarlo soddisfacendo le esigenze della sua giustizia.
2 - La Redenzione: Gesù non l'ha operata riscattando l'uomo dalle sue colpe e riconciliandolo con Dio;
— la passione e morte di Cristo non è stata un vero sacrificio offerto al Padre per riparare il peccato e redimere l'uomo;
— Gesù ha salvato il mondo in virtù della sua Risurrezione: per godere i frutti della sua opera basta riconoscersi peccatori e credere nella potenza del Cristo risorto.
3 - La Chiesa non è stata fondata da Cristo come suo unico Ovile: anche seguendo altre religioni è possibile salvarsi;
— la Chiesa non è una società giuridica e gerarchica, ma spirituale, carismatica;
— in essa non si dà un sacerdozio derivato dal sacramento dell'Ordine, bastando il Battesimo che, incorporando tutti i fedeli nel Cristo, li rende partecipi della sua dignità sacerdotale.
4 - La Messa non è un "sacrificio": la Chiesa, all'altare, non offre a Dio alcuna Vittima;
— in luogo dell'altare, non c'è che la mensa, che nell'Eucaristia consente di celebrare un convito di festa fra fratelli uniti dalla medesima fede nella Risurrezione;
— il pane e il vino consacrati sono soltanto il simbolo della presenza del Cristo risorto che unisce i commensali comunicando loro il proprio spirito, sì da renderli partecipi del suo trionfo sulla morte;
— la Messa, così concepita, non è celebrata dal sacerdote, ma dall'Assemblea, da cui "sgorga l'Eucaristia".
5 - Il culto eucaristico non ha senso, negata la vera, reale e sostanziale presenza di Cristo sotto le specie sacramentali. Non si giustificano quindi atti di fede come: genuflessioni davanti al Tabernacolo, Comunioni frequenti, ore di adorazione, benedizioni, processioni, congressi, ecc.
6 - La Penitenza si riduce al sacramento del Battesimo: la loro distinzione non risale alla Chiesa primitiva:
— La Chiesa "gesta e conduce alla conversione". "L'importante non è l'assoluzione" del sacerdote, perché il valore della penitenza è essenzialmente comunitario ed ecclesiale;
— nei "passaggi" e negli "scrutini" l'accusa delle colpe anche gravi è pubblica, come può esserlo pure durante la "redditio".
7 - La vita cristiana, come volontario sforzo di autodisciplina, e quindi esercizio e progresso nella virtù, è un'illusione;
— ciascuno resta intrinsecamente peccatore, incapace di conseguire la vera giustizia come perfezione dell'amore di Dio e del prossimo;
— d'altra parte, Gesù non si è presentato a nessuno come "modello" da imitarsi;
— Egli ha comandato di odiare realmente genitori, fratelli, parenti, ecc., non solo, se necessario, di essere disposti a preferirlo ai medesimi;
— per seguire Cristo, bisogna vendere i propri beni; ma, una volta compiuta tale rinunzia, è lecito acquistarne altri e godersi tutte le soddisfazioni della vita. La "povertà" - compresa quella di S. Francesco - è ispirata alla " religione naturale", e fu praticata anche dai pagani: non è una virtù cristiana;
— Gesù, avendo sofferto per noi, ha reso superflue le nostre sofferenze, quindi non giustificabili le austerità degli asceti, il lento martirio dei Santi e la stessa vita religiosa implicante la pratica effettiva dei consigli evangelici;
— la salvezza eterna è a tutti offerta gratuitamente dalla misericordia di Dio, che perdona tutto. L'inferno non dovrebbe esistere, né si parla di Purgatorio, di suffragi e d'indulgenze per i defunti.
8 - La storia della vera Chiesa fondata da Cristo si chiude con la Pace costantiniana e riprende il suo corso non prima del secolo XX col Concilio Vaticano II, restando bloccata per la durata di circa 1600 anni...,
— in questo lungo intervallo, l'esercizio del triplice potere della Chiesa gerarchica (magistero, santificazione, governo) sarebbe stato abusivo, illegittimo...; e specialmente il Concilio di Trento sarebbe responsabile della paralisi della Chiesa, ostinata nel fissare formule di fede, riti liturgici, norme disciplinari...;
— l'interpretazione della Parola di Dio non è riservata alla Gerarchia, essendo possibile a tutti i fedeli: "la Bibbia s’interpreta da se stessa". Questa libertà di esame nell'esegesi prescinde dal Magistero ecclesiastico, dalla tradizione dei Padri, dalla dottrina dei teologi.

III - RILIEVI
— La S. Sede non ha mai approvato canonicamente il Movimento Neocatecumenale, anche se Giovanni Paolo Il si è degnato di scrivere a mons. J.P. Cordes una lettera privata di encomio e incoraggiamento, fondata sopra la documentazione di alcuni risultati positivi del cammino presentata dal destinatario. "La Mente del santo Padre - leggiamo in una nota pubblicata su Acta Apostolicae Sedis -, nel riconoscere il Cammino Neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica, non è di dare indicazioni vincolanti agli Ordinari del luogo, ma soltanto di incoraggiarli a considerare con attenzione le Comunità Neocatecumenali, lasciando tuttavia al giudizio degli stessi Ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi".
Abbiamo tutte le ragioni di credere che il Papa non è stato informato degli errori contenuti nelle "catechesi" di Kiko...; oppure, intervenendo, teme di danneggiare spiritualmente molti fedeli in buona fede.
— Sono numerosi e gravi i punti di coincidenza della dottrina di Kiko con la teologia protestante, in antitesi col magistero del Concilio di Trento e la precedente unanime Tradizione cattolica.
— La dottrina sottesa al cammino, le singolarità della prassi liturgica, la legge del segreto e la severa disciplina imposta ai fedeli hanno motivato l'accusa che i Neocatecumenali ritengono che la propria Chiesa sia parallela ed anche superiore a quella Cattolica, sollevando malumori, contese e aperti conflitti, ben noti specialmente a vescovi e parroci.
— L'accentuato proselitismo e forme intimidatorie usate dai Catechisti perché i fedeli non abbandonino il cammino hanno indotto a supporre erroneamente che questo apra l'unica possibile via della salvezza.
— Le cerimonie spettacolari, l'entusiasmo sollevato attraverso la stampa, la radio, la televisione e l'atteggiamento favorevole di membri del Clero, ecc. vanno facendo credere falsamente che nella Chiesa Cattolica non ci siano altre istituzioni, iniziative, forme e metodi di vita e di apostolato altamente benemerite nella difesa della fede e nella propagazione del messaggio evangelico.
— Livellato il sacerdozio dei "presbiteri" a quello dei fedeli semplicemente battezzati, i Catechisti - in pratica - si attribuiscono un'autorità pari e superiore a quella propria dei membri della Gerarchia, scompaginando la struttura della Chiesa Cattolica.
— La pratica della pubblica accusa dei peccati gravi, oltre a ripugnare al naturale istinto del pudore e al diritto di salvare la propria fama, provoca rancori e pettegolezzi, disgregando le famiglie e mettendo in subbuglio le comunità parrocchiali.
— L'autorità che i Catechisti si arrogano nel commentare la Bibbia e dirigere le coscienze, creando un vero clima di terrore, demolisce la già fragile personalità di alcuni fedeli e provoca reazioni che talvolta spingono fino all'apostasia dalla fede.
— L'obbligo di vendere i propri beni e di versare la "decima" procura l'accumulo di ingenti somme di denaro, la cui amministrazione è affidata in modo incontrollabile ai Catechisti, come non si verifica in nessuna associazione sapientemente ordinata.
— Sostenere che l'uomo non può fare il bene e non gli è possibile evitare il male significa negare la libertà umana e la potenza redentrice della Grazia, rendendo impossibile una vera "conversione" e giustificando ogni licenza morale.
— Se, nella conversione del peccatore, la grazia non rigenera l'anima, sì da trasformarla radicalmente rendendola partecipe della natura e della vita di Dio, non si comprende in qual senso Maria Ss.ma sia proclamata dalla Chiesa universale come "la piena di grazia". Quale culto potrebbe meritare se, soprattutto Lei, non fosse stata elevata ad un livello altissimo di amicizia (= affinità) con Dio, sì da poterne diventare la "MADRE " generando Gesù?...
— Per la medesima ragione, non si spiega come anche i Santi possano essere venerati e invocati, se non sono stati profondamente pervasi dalla grazia, e al punto da celebrare - proprio per essa - l'unione trasformante con Dio.
— Rifiutare il Sacrificio eucaristico significa negare alla Chiesa il dovere del supremo atto di culto, quindi sopprimerla come Società eminentemente religiosa.
— Respingere la transustanziazione equivale sottrarre ai fedeli "il Pane vivo disceso dal cielo"; negar loro il conforto e la gioia dell’Amico assolutamente ideale, il più necessario "viatico" per l'eternità; nascondere alla Chiesa l'unico Sole che la riscalda, creando il clima indispensabile per la sua vita.
— La Messa, declassata a semplice "banchetto", espone il Santissimo alle inevitabili profanazioni dovute alla noncuranza dei frammenti del "pane consacrato" e dei suoi avanzi(*). Purtroppo, anche all'abusiva prassi liturgica dei Neocatecumenali deve attribuirsi la responsabilità della "comunione sulla mano", la cui concessione è stata come estorta alla S. Sede, perché contraria alla volontà di Paolo VI, che ne aveva previsto e deplorato le inevitabili conseguenze, negative sotto ogni aspetto.
— Se, oltre alla Chiesa, altre religioni aprissero alle anime vie ordinarie e oggettivamente valide per salvarsi, le Missioni Cattoliche non sarebbero affatto necessarie né meriterebbero la collaborazione spesso eroica dei fedeli.
— L'attività dei Neocatecumenali itineranti, per quanto possa sembrare lodevole, non è neppure paragonabile all'opera dei missionari cattolici che da secoli, avendo rinunziato a tutto, si dedicano all'evangelizzazione del mondo; mentre i discepoli di Kiko si recano all'estero non solo ben provvisti dalle comunità d'origine, ma anche sostenuti dall'amore e dal conforto morale delle rispettive famiglie, contro l'esempio degli Apostoli, che abbandonarono parenti, averi, comodi, ecc., seguendo il Maestro fino al martirio.
— L'erezione di Seminari, ove si preparano candidati al sacerdozio educati secondo gli errori dottrinali di Kiko, potrebbe essere una delle peggiori minacce per la Chiesa di domani.

(*)
Ancora una volta, recentissimamente, nella basilica di S. Giovanni in Laterano, cattedrale del Papa, la sera del 21 ottrobre ’92, durante il rito dell’ordinazione di alcuni diaconi, i Neocatecumenali hanno dimostrato di non curarsi dei frammenti del «pane consacrato» lasciati sparsi sul tavolo, facendo logicamente supporre di non credere nella «presenza reale» di Cristo derivata dalla «presenza reale» di Cristo derivata dalla «transustanziazione».

Conclusione
Sono "eretici" i Neocatecumenali? — Lo sono soltanto coloro che sanno di esserlo e si ostinano a sostenere gli errori sopra elencati. Ma siccome identificarli singolarmente sfugge ad ogni nostra verifica, resta da riprovare soltanto l’eresia in sé quale risulta dalle "catechesi" di Kiko. In concreto, essa costituisce una delle più temibili insidie per la fede, data la potenza organizzativa ed economica del Movimento.
Spetta alla Chiesa il delicato e arduo compito di discernere il "buon grano" dalla "zizzania"; e ciò non solo encomiando il fervore di alcuni, ma altresì liberando l'essenza del "cammino" da tutto l'ingombrante fardello dei pregiudizi d'indole biblica e teologica, storica e liturgica, impliciti nel "cammino" qual è proposto da Kiko e collaboratori.
L'operazione "chirurgica" è necessaria ed urgente perché la Chiesa conservi la propria credibilità e impedisca il moltiplicarsi dei casi di apostasia di quanti, - anche traumatizzati dalla condotta di certi responsabili del Movimento - attendono con impazienza un autorevole intervento della S. Sede.
Ciò è particolarmente necessario per difendere la dignità del Papa, a cui i Neocatecumenali - in buona o cattiva fede - attribuiscono le proprie idee, peggiorando la posizione della Chiesa davanti al mondo.

Per ampliare l'orizzonte, si consiglia di consultare:
E. ZOFFOLI, Eresie del movimento neocatecumenale, V ed. migliorata e arricchita di sconcertanti testimonianze, Saggio critico, Ed. Segno, Udine, 1992, pp. 168;
ID., Magistero del Papa e catechesi di Kiko. Confronto a proposito del "Cammino neocatecumenale", Ed. Segno, Udine, 1992, pp. 150;
ID., Catechesi neocatecumenale e ortodossia del Papa, Ed. Segno, Udine, 1995, pp. 80;
ID., Verità sul Cammino neocatecumenaleDocumenti e testimonianze di presbiteri e laici, Ed. Segno, Udine, 1996, pp. 424;

* * *
I CATTOLICI ESIGONO CHE I NEOCATECUMENALI, ROMPENDO IL LORO SILENZIO, DICHIARINO ESPRESSAMENTE E INEQUIVOCABILMENTE DI:
1° credere nella Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana, non solo carismatica, ma anche gerarchica. Chiesa dei Papi succedutisi da Pietro a Giovanni Paolo Il, e dei Concili ecumenici celebrati, da quello di Nicea al Vaticano Il, rimasto fedele al magistero infallibile del grande Concilio di Trento;
2° credere che in essa il potere - e quindi la gerarchia - si fonda sull'Ordine sacro, che conferisce il sacerdozio ministeriale, essenzialmente distinto da quello comune a tutti i battezzati;
3° credere che il supremo atto del sacerdozio gerarchico è l'offerta del Sacrificio eucaristico, ossia del " Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari " (PAOLO VI, Prof. di fede);
4° credere che il Sacrificio eucaristico è condizionato essenzialmente alla transustanziazione, che rende veramente, realmente e sostanzialmente presente Cristo sotto le apparenze del pane e del vino, distintamente consacrati;
5° credere che Gesù s'immola sulla croce e sull'altare per soddisfare la giustizia di Dio, offeso dai nostri peccati, e così redimere il mondo da ogni male, temporale ed eterno;
6° credere che la grazia da Lui meritata rigenera realmente le anime e, mediante l'esercizio delle virtù morali e teologali, dispone alla santità e alla salvezza eterna;
7° credere che la rigenerazione delle anime dipende non soltanto dal battesimo, ma anche dal sacramento della penitenza, nel quale il Sacerdote-Confessore, "nella persona e nel nome di Cristo", rimette i peccati, previa la sincera contrizione del penitente, che promette - e si sforzerà - di emendarsi nella partecipazione alla morte espiatrice e redentrice del Salvatore;
8° credere nell'esistenza del Purgatorio quale condizione necessaria per le anime dei fedeli morti in stato di grazia, ma non ancora pienamente purificati...; e nell'eterna realtà dell'Inferno, morti nell'impenitenza finale.
La misericordia di Dio non esclude, ma suppone il rispetto dell'ordine richiesto dalla sua giustizia.

I NEOCATECUMENALI POSSONO RITENERSI MEMBRI DELLA CHIESA CATTOLICA SOLO A CONDIZIONE DI CONDIVIDERE LA SUA FEDE IN TUTTE E SINGOLE LE VERITÀ ELENCATE; ALTRIMENTI DEVONO RASSEGNARSI AD ESSERNE RESPINTI COME ERETICI, PARTICOLARMENTE PERICOLOSI PERCHÉ SCALTRAMENTE INSERITI E NASCOSTI NEL SUO SENO.

"LO SPIRITO DICHIARA APERTAMENTE CHE NEGLI ULTIMI TEMPI ALCUNI SI ALLONTANERANNO DALLA FEDE, DANDO RETTA A SPIRITI MENZOGNERI E DOTTRINE DIABOLICHE, SEDOTTI DALL'IPOCRISIA DI IMPOSTORI, GIÀ BOLLATI A FUOCO NELLA LORO COSCIENZA..." (1Tm 4, 1-2).

I SEGRETI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Edizioni SEGNO

Chi desidera contattare l'autore per collaborare o inviare testimonianze può scrivere al seguente indirizzo:


Don Elio Marighetto


Parrocchia B.V. Maria del Monte Carmelo


Via Cappuccini, sn


65014 Loreto Aprutino (PE)


Tel-Fax: 085-8290322



Don Elio MARIGHETTO

I SEGRETI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Edizioni SEGNO
Chi desidera contattare l'autore per collaborare o inviare testimonianze può scrivere al seguente indirizzo:
Don Elio Marighetto
Parrocchia B.V. Maria del Monte Carmelo
Via Cappuccini, sn
65014 Loreto Aprutino (PE)
Tel-Fax: 085-8290322
Del testo riportiamo l'INTRODUZIONE, la PREMESSA, il CAPITOLO PRIMO (Struttura -Tappe - Tecniche segrete), la CONCLUSIONE ed il SOMMARIO.
INTRODUZIONE
Il Concilio Vaticano II ha dato origine ad un pullulare di Movimenti che hanno fatto pensare ad una “nuova primavera” della Chiesa. Tra questi, non ultimo, penso sia il Movimento Neocatecumenale, che ha avuto i suoi inizi nei dintorni di Madrid nel 1964, per opera di Kiko Argüello. Giovane irrequieto, maestro d’arte, uscito da una famiglia benestante di Madrid, andò a vivere tra i baraccati di Palomeras Altas.
A venticinque anni iniziò il Movimento Neocatecumenale coadiuvato, in seguito, da Carmen Hernàndez, ex suora, carmelitana scalza, non ammessa ai voti solenni, in attesa di partire per le missioni.
Il testo base del “Cammino Neocatecumenale” è costituito dagli Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversione” che sono la trascrizione delle catechesi fatte da Kiko e da Carmen a Madrid nel 1972: un’autentica riformulazione del Credo Cristiano alla luce degli scritti di qualche sconosciuto teologo francese e soprattutto del protestante Bonhoeffer. In pratica sono il testo catechistico ufficiale per la formazione degli aderenti al Movimento, consegnato solo ai catechisti perché li utilizzino nelle loro catechesi.
Questo testo (tenuto scrupolosamente nascosto agli estranei, agli aderenti e, fino a qualche anno fa, alla stessa Chiesa) ha un ruolo fondamentale nel Cammino Neocatecumenale. Kiko lo presenta come ispirato, non precostituito. Quanti aderiscono al Cammino ritengono Kiko un profeta. Tutti (anche i sacerdoti) devono credere alle sue parole, anche quando sembrassero contrarie agli insegnamenti della Chiesa. Tutti si esprimono con le sue espressioni e i suoi concetti e ne imitano il modo di pregare e di cantare, … ed alcuni persino il vestire.
Prima d’ogni evangelizzazione, i catechisti regionali, riuniscono le équipes (sacerdoti compresi) e insieme ripetono a memoria la parte del testo di Kiko che poi verrà usata nella catechesi. Chiunque si esprima in modo diverso è richiamato severamente.

PREMESSA
Da anni conosco e seguo con apprensione il CN. Più di una volta ho esposto le mie preoccupazione al Vescovo che puntualmente mi ha ricordato l’atteggiamento benedicente del Papa ed il silenzio compiacente delle Congregazioni Romane.
A suo tempo pregai Padre Zoffoli di non scrivere in maniera polemica ma di esporre semplicemente i testi delle catechesi di Kiko Argüello, senza quel fiume di parole che confondono e ubriacano gli sprovveduti ascoltatori.
Egli m’aveva assicurato che l’avrebbe fatto non appena avesse dato alle stampe “VERITA’ SUL CAMMINO NEOCATECUMENALE” che riteneva una ‘bomba’ che avrebbe finalmente smascherato i contenuti ereticali delle catechesi di Kiko con testimonianze dirette che confermano l’autentica natura ereticale degli insegnamenti e documentano l’angoscia di tante persone profondamente sconvolte nell’intimo. Il buon Padre non ha potuto dar seguito al suo proposito. Ora, non senza qualche presunzione, ci provo io, povero parroco, senza la cultura, l’intelligenza e la santità del venerato Padre.
Questo mio lavoro è destinato principalmente ai Vescovi e ai sacerdoti non appartenenti al NC. Il mio intento è d’informarli sul reale contenuto delle catechesi NC con abbondanza di testi tratti direttamente dalle loro fonti, dando un filo logico a tante affermazioni dottrinali (disperse in oltre 2.800 pagine) affinché tutti possano conoscere dottrina e prassi di questo ‘Cammino’ che va diffondendosi capillarmente nella Chiesa, in ogni parte del mondo.
I dirigenti del NC hanno la piena convinzione di riuscire là dove tutti gli altri hanno fallito, perché essi hanno ricevuto da Dio la missione di salvare il mondo. Facendo uso di tecniche persuasive, coniando parole nuove che disorientano e portano ad accettare acriticamente idee nuove e usando termini tecnici, creano nel gruppo degli aderenti un senso di singolare appartenenza, di privilegio, di novità… ma negli estranei… confusione e una barriera che è di ostacolo per ogni dialogo.
L’iniziatore del CN ha assunto un ruolo di ‘profeta’ che tutti gli riconoscono: ogni suo gesto, parola, modo di cantare, di vestire… viene fedelmente imitato.
Egli ha il ‘carisma’ che è fondamento della sua autorità e della sua dottrina. Ciò gli consente d’essere guida spirituale, esempio di preghiera, di vita, di canto, di pittura…e tutti sentono il bisogno di seguirlo e di imitarlo, e il dovere di difenderlo, se criticato, anche quando si mostrasse contraddittorio nelle sue affermazioni o nascondesse la sua dottrina, le sue richieste e i suoi obiettivi.
Chi ha un minimo di conoscenza teologica avvertirà che lo scopo principale delle catechesi NC è quello di dimostrare ai fedeli che avvicinano, che il loro cristianesimo è senza valore, e che quindi devono guardare bene in faccia la loro vera realtà, scandagliando in profondità l’abisso della loro corruzione, per scoprire l’angosciosa realtà d’isolamento, provocata dal peccato e dal pensiero della morte. Nota dominante è un senso profondo della propria peccaminosità, coltivata con la ripetizione costante del messaggio di peccato e di corruzione, fino a far ripetere per mille volte al giorno: ‘Mio Dio, abbi pietà di me che sono un peccatore!’. Conseguenza logica è il bisogno di redenzione, che solo il CN potrà dare. Viene allora proposta la Parola di Dio comprensibile solo nelle CN, presentate come fossero la Chiesa: ‘Comunità di comunità, guidata da un apostolo, che porta la Parola di Dio’. Nascono così i figli di Dio, un gruppo di uomini divinizzati per formare il Corpo di Cristo Risorto, destinato a salvare il mondo. Questa Nuova Chiesa guidata da catechisti che col ‘carisma degli spiriti perspicaci’, a nome del Vescovo, ammette solo gli ‘eletti’ che hanno lo Spirito Santo. Chi non ce l’ha non andrà avanti!
Solo da qualche anno la Congregazione della Dottrina della Fede (e ora anche il Pontificio Consiglio per i Laici) ha richiesto le oltre 2.800 pagine dei testi delle Catechesi. Fino all’anno scorso, i responsabili del CN ne hanno consegnato solo la metà che, ripetutamente corrette nelle espressioni ‘considerate imprecise o non proprio ortodosse’, sono state rispedite con vari suggerimenti di revisione e di adeguamento al C.C.C.. Le congregazioni Vaticane hanno inviato a Kiko teologi, vescovi, docenti universitari di chiara fama e dottrina, per convincerlo a modificare la sua dottrina in merito all'Eucaristia e alla Penitenza ma sembra che, a tutt'oggi, non siano riusciti a smuoverlo minimamente dalle sue convinzioni e, tanto meno, a indurlo a correggere le sue dottrine. Ultimamente sono venuto a sapere che da un ex catechista, 'in cammino', che alcuni loro testi sarebbero stati corretti e approvati dalle Congregazioni Vaticane. Egli mi assicurava che questi testi già stavano nelle sedi regionali, ma non mi ha saputo dire di quali testi si trattasse, né se egli avesse potuto averli per potersi correggere e correggere coloro ai quali aveva dato insegnamenti evidentemente non conformi alla fede cattolica. Quanta saggezza in quella penitenza che San Filippo Neri aveva data ad una donna romana obbligandola a portargli un pollo spennato per strada. Come potranno mai essere corretti tanti errori indotti con forza persuasiva senza pari, nelle menti di milioni di persone sparse in ogni parte del mondo e ora non più raggiungibili, specie se uscite dal cammino. Noi invece continuiamo a benedire e a permettere (indirettamente) il diffondersi di questi errori (corretti forse solo sulla carta) e il perpetuarsi di tanta confusione con danni irreparabili alle famiglie e alle persone. Solo gli 'addetti ai lavori' possono comprendere il significato di tanti striscioni che ancora vengono evidenziati dalla TV in occasione delle udienze in Piazza San Pietro e altrove: "E TU CONFERMA I TUOI FRATELLI".
Neppure gli aderenti al CN si rendono conto che già da due anni era stato dato l'annuncio dell'approvazione dei loro statuti e che se ancora non sono stati approvati, ciò significa che sotto c'è qualcosa di grave. Preferiscono sentirsi vittime di chissà quale persecuzione e già pensano che "se sono andati bene per 30 anni senza Statuti possono benissimo star bene ancora senza l'approvazione" (parere espresso da un super catechista davanti a 150 sacerdoti). Ora pare siano orientati ad ottenere una Prelatura Apostolica per avere una totale autonomia dalla diocesi (non certo dalla Chiesa) ed avere un loro vescovo.
Lo Statuto presentato dai dirigenti responsabili del CN è stato ripetutamente ‘bocciato’. Ora vogliono presentarsi “non come un Movimento o un’Associazione di fedeli, ma come un modo… di iniziazione cristiana per adulti senza personalità giuridica propria” (Relazione sugli Statuti, P. Javier Sotil, Porto San Giorgio (AP), 24-26 maggio 1999) .
I testi delle catechesi dei NC sono rimasti nascosti ai Vescovi e alle Congregazioni Romane per quasi trent’anni! Anche se ora sono stati costretti a consegnarli alle Congregazioni Vaticane, essi non sono arrivati nelle mani dei Vescovi delle nostre Diocesi, ma continuano ad essere strumento di formazione di tanti fedeli e soprattutto di tanti aspiranti al sacerdozio e alla vita religiosa
Questa ricerca si prefigge di svelare in parte i contenuti delle loro catechesi, ma purtroppo non arriverò a svelare tutte le direttive e le tecniche non scritte, attraverso le quali (di fatto) i dirigenti governano queste Comunità.
I fedeli hanno diritto d’essere informati su eventuali pericoli.
I Vescovi e i sacerdoti che hanno la cura d’anime, hanno il dovere di vegliare sulle dottrine e sulle proposte di vita che vengono offerte ai fedeli loro affidati e, trovandosi nella posizione ideale per raccogliere testimonianze e documentazioni, devono informare e segnalare eventuali pericoli o devianze dottrinali.
Spero che questo mio modesto contributo sia accolto benevolmente.
CAPITOLO PRIMO
STRUTTURA - TAPPE - TECNICHE SEGRETE
STRUTTURA GERARCHICA
L’organizzazione del CN ha una struttura gerarchica perfetta. A capo di tutto vi è la figura del fondatore Kiko Arguello, affiancato da una ex-suora, Carmen Hernàdez, e da un sacerdote, Padre Mario Pezzi, che figura come garante della ortodossia e della ecclesialità del Cammino.
Sotto di loro vi sono le équipes dei super-catechisti a capo delle Comunità di diverse regioni o di intere nazioni. Ogni équipe è composta da una coppia e da un sacerdote. Essi dettano le catechesi di Kiko e di Carmen e formano le varie CN; costituiscono il legame col governo centrale del Movimento ed hanno ogni autorità sui membri delle Comunità, anche se le visitano solo di tanto in tanto. Vi pongono a capo dei ‘responsabili’, inizialmente scelti dai componenti la Comunità, ma poi sostituiti d’autorità con la coppia più ‘affidabile’ che unitamente al ‘presbitero’ vengono nominati ‘catechisti responsabili’ della Comunità. Costoro dovranno trasmettere ogni ordine o disposizione ed imparare bene tutte le catechesi per trasmetterle fedelmente, fin nei minimi particolari, alle loro Comunità.
Vi sono inoltre gli itineranti che vengono scelti nei raduni interregionali o nazionali fra le persone che hanno percorso tutte, o quasi, le tappe del ‘Cammino’. Le équipes degli itineranti sono composte da una coppia di laici sposati, con famiglia al seguito, da un sacerdote e da un giovane. Le persone si offrono volontarie ma poi vengono selezionate (con sorteggio), secondo un numero prefissato. I fortunati riceveranno la ‘Croce missionaria’ dal Papa e quindi potranno vantarsi davanti a tutti d’essere inviati dalla Chiesa.

TAPPE

Il CN è attuato secondo uno schema prefissato ed in tappe ben articolate:
ANNUNCIO DEL KERIGMA Serve per far conoscere il CN. Dura due mesi. Presentano la Storia della Chiesa, i suoi errori, l’occultamento della Sacra Scrittura (che ora loro vengono a rivelare).
A metà dell’Annuncio c’è una ‘Penitenziale’.
Le catechesi terminano con la consegna della Bibbia fatta, se possibile, per mano del Vescovo per dare l’illusione d’appartenenza alla Chiesa: ma non saranno poi né i Vescovi né i sacerdoti a commentare quella Bibbia. Invitano a ricevere il Messia che viene a salvarli se entreranno nella Comunità e inizieranno il Cammino.
PRIMA CONVIVENZA - Coloro che hanno seguito le Catechesi dell’Annuncio, sono chiamati a riconoscere che fino ad allora non erano cristiani veri e a dichiarare il loro impegno definitivo, sottomettendosi alla guida dei catechisti. Alla fine della Convivenza c’è l’elezione dei responsabili della Comunità (in genere sono marito e moglie) eletti dalla Comunità stessa, ben indirizzata dai catechisti.
PRE-CATECUMENATO
PRIMA FASE - Dura due anni. In questo tempo spiegheranno il ‘Tripode’: LA PAROLA, LA LITURGIA E LA COMUNITA’.
Avranno 2 incontri serali la settimana e ogni mese la ‘Penitenziale’.
Si riuniranno, poi, in ‘convivenza’ per un’intera giornata. Quel che conta in questo periodo è di riconoscersi peccatori, senza fede e incapaci di operare il bene.
Al termine di questa prima fase ci sarà una ‘Convivenza’ di quattro giorni, durante i quali c’è il PRIMO SCRUTINIO per individuare la propria croce (mamma, papà, coniuge, figli, soldi, sesso…) e dare prova di fede autentica con decisione solenne di
VENDERE I BENI;
DISTACCARSI DAL CONIUGE, DAI FIGLI E DALLA CARRIERA;
REGISTRANDO IL PROPRIO NOME NEL LIBRO DELLA VITA.
La cerimonia si svolge in una liturgia eucaristica, col Vescovo (se possibile) che scaccerà il demonio con l’unzione dei catecumeni.
Al termine metteranno la firma sulla Bibbia della Comunità, presentata come LIBRO DELLA VITA e si legheranno per sempre.
Chi abbandona non si salva!
SECONDA FASE - Dura dai diciotto mesi ai due anni.
Dopo un anno verrà proclamato lo SHEMA, in una convivenza di tre giorni, nei quali viene ripetuto in modo ossessivo l’invito a
- VENDERE I BENI (casa, macchina, ori, quadri di valore, ecc.),
- DISTACCARSI da: lavoro, famiglia, figli ... ritenuti idoli,
- ATTACCARSI ALLA COMUNITA’ ‘sacramento di Gesù Cristo,
futura umanità’ che sola potrà rispondere al bisogno di felicità.
Alla fine tutti dovranno dare conferma concreta della loro volontà di distacco con un forte segno.
Al termine dei due anni, si fa una ‘Convivenza’ di tre giorni.
Dopo la ‘Convivenza’, in diverse serate, si fa il SCRUTINIO, durante il quale i Catechisti scrutano le persone con questi criteri:
- se hanno cambiato mentalità;
- se si sono provate con i beni;
- se hanno fatto il Cammino.
Ogni sera si conclude con una piccola ‘agape’. Se il candidato non avrà dato prova d’aver fatto il Cammino, d’aver cambiato mentalità, dandone prova con dei gesti concreti di rinuncia ai beni, verrà fermato e rimandato alla Comunità più giovane. Nel caso vi siano diversi candidati non ritenuti idonei, lo scrutinio verrà sospeso e dichiarato ‘aperto’, per essere ripreso dopo un anno o più a seconda che riterranno opportuno i catechisti. Se i candidati saranno ritenuti idonei, allora sono ‘esorcizzati’ col rito della rinuncia agli idoli del mondo (successo, sessualità, danaro…) e invitati a fare un grosso segno! I nomi dei ‘promossi’ sono comunicati solamente all’ultima sera. Questi soli saranno ammessi al rito con cerimonia suggestiva e solenne e ‘andranno avanti, continuando il Cammino’.
Questi ‘scrutini’, sono autentiche ‘confessioni pubbliche’. Ogni candidato al Catecumenato è messo al centro della Comunità dei fratelli e sottoposto ad un interrogatorio severo. I catechisti chiedono ai partecipanti (compresi i sacerdoti), di rispondere sulla vita personale e familiare, con dettagli concreti anche se scabrosi. Questi ‘scrutini’ sono fatti con rigore, a tutti e davanti a tutti, per settimane e costituiranno un legame indissolubile che legherà i vari membri fra di loro e alla Comunità. Nel rito di chiusura il catechista dice ad ognuno: “IL SIGNORE VUOLE FARE UN’ALLEANZA CON TE, PER QUESTO TI DICE: ODIA TUO PADRE, TUA MADRE, TUA MOGLIE, TUO MARITO, I TUOI FIGLI, I TUOI FRATELLI E SORELLE, E LA TUA STESSA VITA. PRENDI LA TUA CROCE E VENDI TUTTI I TUOI BENI. POI VIENI E SEGUIMI. PENSA UN SEGNO IN DENARO CHE MANIFESTI (esprima, concretizzi) CHE SEI DISPOSTO A FARE QUESTO… PREGA MOLTO IN QUESTI GIORNI, DIGIUNA E DOMANDA AL SIGNORE CHE TI AIUTI” (2°SCR, pp. 91-92). Ogni scrutinato dovrà allora dire puntando il dito verso il ‘mondo’: “Tu demonio mi hai ingannato col sesso, col danaro, con la lussuria, con l’avarizia, con la vanagloria, ecc.” e dovrà fare un gesto concreto (proporzionato alle possibilità e alla gravità dei peccati confessati) per dar prova di rinunciare ai beni, buttando in un cesto o nel sacco della spazzatura il ‘segno’ che ha portato (libretto d’assegni, pellicce, ori, ricavati di vendite: televisore, macchina, casa, ecc.).
Solo a questo punto ha inizio il vero Catecumenato.
Per un anno (e più) si danno dei ‘Temi’ e si tengono incontri di studio su diversi personaggi biblici (Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Isaia, Profeti, Storia della Chiesa, Vaticano II, ecc.).
Dopo un anno c’è una ‘Convivenza’ di tre giorni per scoprire che solo con la preghiera si possono vincere le passioni e pertanto segue la
INIZIAZIONE ALLA PREGHIERA – Cancellata ogni orazione e devozione, proprie della religiosità naturale, insegnano a pregare con sette incontri su brani del Vangelo che trattano della preghiera. Al termine, con una bella cerimonia, consegnano il Breviario perché da ora comincino a recitare ogni giorno, insieme (marito e moglie e la domenica coi figli), le Lodi con due letture, il Vangelo del giorno ed una preghiera silenziosa.
TRADITIO SYMBOLI - La Chiesa ha fatto il dono della fede; ora il Catecumeno deve darne testimonianza. Inizia con una ‘Convivenza’ di tre giorni. Al termine si fanno gli SCRUTINI. Ai catecumeni ritenuti idonei, i catechisti ‘consegnano’, col canto, il Credo e li mandano alle famiglie delle parrocchie, con lettera di presentazione del parroco, ad annunciare la propria esperienza e che Gesù è risorto nella loro vita. In questo periodo si studiano (si ‘scrutano’) le dodici affermazioni del Credo Apostolico. Questo passaggio dura due o più anni.
REDDITIO SYMBOLI - Inizia con una ‘Convivenza’ di tre giorni. Al termine si fanno severi SCRUTINI con domande dettagliate per sapere se il Catecumeno possa dimostrare d’aver vissuto la Parola, d’aver pregato in famiglia, d’essersi ritrovato insieme a fratelli e d’aver recitato insieme a loro i Vespri, d’essersi confessato, ecc. Poi si fa la prova per ammettere alla ‘Redditio’ (confessione pubblica da farsi in chiesa, in quaresima). Vengono sorteggiati due/tre catecumeni per sera (riservando i migliori per la Messa domenicale più frequentata) e dopo la recita dei Vespri, le ‘monizioni’ e l’omelia devono fare pubblicamente la confessione in pubblico, davanti a tutti e proclamare quello che il Signore ha fatto nella loro vita. Alla fine professano la loro fede col Credo Apostolico e la domenica delle Palme ricevono la Palma della vittoria e ‘ridaranno’, col canto, il Credo.
Dura due anni (salvo ripetizioni). Il Cammino continua poi seguendo dei ‘Temi’ dettati dai catechisti, fino ad iniziare le tre tappe del
PADRE NOSTRO che inizia con una ‘Convivenza di tre giorni. Viene consegnato un questionario che poi il catechista verificherà, incontrando singolarmente i ‘Catecumeni’ prodigandosi in suggerimenti. Si formano dei gruppi di cinque/sei persone, con un ‘garante’ che possa accertare e testimoniare che ognuno abbia fatto il Cammino, che si sia convertito, abbia fatto gesti concreti di elemosina, ecc. Ogni gruppo ‘fa capo’ ad un presbitero, o ad un catechista responsabile, o ad uno eletto da loro.
Dura almeno quatto anni e comprende tre tappe:
1^ Tappa: ‘Consegna’ del Padre Nostro (col canto) e vengono dati Temi.
2^ Tappa: * Pellegrinaggio a Roma:
- a San Paolo pregando sulla tomba dell’Apostolo, parlando di fede e dando testimonianze…;
- al Colosseo, leggendo testimonianze di martiri;
- a San Pietro, andando in processione, coi presbiteri in alba e stola, alla tomba dell’Apostolo, recitando il Credo, e si ritrovano la domenica in Piazza per l’Angelus del Papa.
* Pellegrinaggio a Loreto: per ricevere il Rosario che dovrebbero cominciare a recitare per tutta la vita.
3^ Tappa: Dopo la ‘Convivenza’ di tre giorni fanno gli ‘scrutini’ severi e, se promossi cantano il Padre Nostro e terminano con un pranzo e una buona questua per i catechisti che si sono tanto prodigati nel formarli.
L’ELEZIONE – E’ l’ultima fase del Cammino e dura tre/quattro anni. Il Catecumeno non può stare sempre nell’utero: deve cominciare a vivere autonomamente la sua fede. Questo passaggio inizia con una Convivenza.
Comprende tre tappe, ognuna delle quali termina con uno scrutinio.
1^ Tappa – C’è l’incontro con i Catechisti che fanno domande davanti al ‘gruppo’ e alla presenza del ‘garante’, per verificare se davvero il Catecumeno ha cambiato modo di vivere.
Con un questionario ben programmato si scandaglia la vita concreta d’ogni candidato all’elezione. Ogni settimana si consegna un ‘Tema’ che dev’essere trattato in quattro sere.
- Nella prima, è presentato il tema con una catechesi.
- Nella seconda, c’è la ‘scrutatio’ dei versetti che il gruppo ha presentato.
- Nella terza, si studiano due brani dell’AT e due del NT, con domande sul tema e con l’invito ad accettare l’Alleanza. La serata termina con la Cena dell’Alleanza, opportunamente preparata.
- La quarta sera si fa la preghiera dei Vespri (con preghiera silenziosa). Ognuno, poi, presenta le sue difficoltà ed il ‘garante’ ascolta e consiglia.
Al termine si fanno gli scrutini.
2^ Tappa – Inizia con una ‘Convivenza’ di tre giorni. Viene presentato un questionario sulla vita concreta di ognuno, con proposte e quesiti:
- Dio non sceglie le persone senza peccato, ma peccatori coscienti, che desiderano d’essere aiutati;
- Sollecitudine della Chiesa per noi;
- Il demonio fa di tutto per impedirci di aderire alla Parola;
- ‘Scrutatio’ di Mt 11,29-30: ‘Imparate da me che sono mite e umile di cuore’ e ‘Il mio giogo è dolce, il mio carico è leggero’;
- Qual è la mitezza e l’umiltà di cuore del Cristo che devo imparare per trovare ristoro per la mia anima?
Qual è il giogo, la dolce legge del Cristo, che devo portare?
- Dio ti ha creato perché tu sia felice.
Quali sono le cose che t’impediscono di raggiungere la felicità?
Al termine si fanno gli ‘Scrutini’ impostati su queste domande.
3^ Tappa – Inizia l’elezione vera e propria con una ‘Convivenza di tre giorni per scrutare il disegno che Dio ha sulla vita di ognuno di loro. Ai candidati vengono poste le seguenti domande:
- Il Signore ti ha chiamato al Cammino da una situazione concreta.
Ti ricordi quale è? (Non capivi nulla, vivevi nel peccato, ecc.).
- Il Signore ti ha preso per mano e ti ha guidato mediante la Chiesa in tutti questi anni.
Ricordi tutti gli interventi di Dio e anche tutte le prove e cadute che Egli ha permesso perché tu conoscessi quello che tu hai nel cuore?
Che cosa hai imparato di te stesso? Quali sono le vittorie che Dio ha fatto in te e che ti restano come memoriale del suo amore?
Racconta fatti concreti!
- Siamo vicini al fiume Giordano e le montagne della Terra Promessa appaiono davanti ai tuoi occhi.
Hai imparato durante tutti questi anni che l’entrata nella Terra Promessa comporta la rinuncia a Satana e a tutte le sue seduzioni?
Il pane: rappresenta le comodità, la sessualità la lussuria, gli spettacoli immorali, la gola, lo star bene, la salute, ecc.
Le opere: comprendono l’orgoglio, la superbia, il rifiuto d’essere umiliati, d’essere falliti e di soffrire portando la croce della storia.
Le pompe: rappresentate dall’idolatria, dal danaro, dall’avarizia, dal lusso eccezionale, dalla vanità, dalla bellezza, dalle mode, dalla stima degli altri e dal mondo con la sua mentalità anti-evangelica.
Scrivi fatti concreti con i quali il Signore ti ha ammaestrato per indurti a fare queste rinunce.
- Hai imparato attraverso gli ‘Scrutini’, con la ‘Traditio’ e la ‘Redditio Symboli’ che il Signore ti ha chiamato in forza del tuo Battesimo a confessare in questa generazione che Dio Padre è nostro Creatore; che Gesù Cristo suo Figlio è il nostro Salvatore; e che Lo Spirito Santo è nostro santificatore, nella Chiesa?
Racconta fatti concreti attraverso i quali il Signore ti ha ammaestrato per fare questa professione di fede.
Il questionario è molto approfondito e comprende domande sui genitori, antenati, parenti (perché da loro dipendono i nostri peccati!).
Infine si fa la presentazione (quasi una carta d’identità) per procedere allo Scrutinio finale!
Il Cammino si conclude col pellegrinaggio in Terra Santa, visitando e ripercorrendo i luoghi di Abramo, di Mosè e di Gesù e rinnovando finalmente le promesse battesimali nella Notte di Pasqua, in Cattedrale, davanti al Vescovo, in vesti bianche (albe) che indosseranno anche nelle liturgie dei cinquanta giorni successivi.
TECNICHE SEGRETE
La diffusione del CN nel mondo sorprende per la sua rapidità e capillarità. Ovunque viene proposto trova seguaci entusiasti ed apostoli coraggiosi. Tutto questo, però, sembra essere frutto di una manipolazione psicologica operata con le tecniche tipiche del lavaggio del cervello o ‘pulizia della mente’ introdotte per la prima volta dai comunisti in Cina negli anni ’50, per liberare le menti dei cinesi dalle vecchie credenze e far loro accettare gli ideali marxisti. Questo processo di ‘conversione’ si realizza in tre fasi ben distinte: ‘scongelamento’, ‘modificazione’, ‘ricongelamento’ così vissute nel CN:
Scongelamento
Si crea una situazione di totale controllo (prigionia o isolamento dal mondo culturale, religioso e affettivo). L’isolamento dei NC non è fisico e tantomeno violento ma viene ottenuto con un’accoglienza premurosa, affettuosa, gioiosa; mostrando interesse e attenzione per i problemi che in quel momento assillano la persona; lasciando libero sfogo alle critiche e scusando tutto e tutti; mettendo in crisi idee, tradizioni, modi di vivere, di pensare… fino a far venire il desiderio di abbandonarli. Negli ‘Annunci’ proclamano con forza e con atteggiamento sprezzante frasi come: ‘La Chiesa non si vede da nessuna parte’; ‘La Chiesa è piena di paganesimo e di idolatrie’; ‘I cristiani sono di scandalo a chi non crede’; ‘La devozione ai santi e le spiritualità tradizionali sono ridicole’; ‘Cardinali e Curia romana fanno i fatti loro e non si interessano di pastorale’; ‘A Roma non c’è mai stata una pastorale’. E’ la peggio del mondo’ (PR, p. 183).
Queste ed altre espressioni, buttate là come scontate, mettono in crisi i fedeli, specialmente coloro che hanno una fede debole o che, per qualsiasi motivo, fossero rimasti delusi dalla Chiesa Cattolica.
Modificazione
Si fanno vedere gli aspetti positivi della vita comunitaria proponendo bei canti, belle catechesi, belle cerimonie, belle convivenze, begli esempi… inducendo ad accettare come buona, ogni cosa proposta dal gruppo ed eliminando ogni legame con cose, valori e legami passati.
Negli ‘Annunci’ o nelle ‘Missioni’ che organizzano non viene mai nominato il CN. Nessuno, che non sia catechista o responsabile, deve sapere i retroscena delle decisioni e quanto accadrà nelle tappe successive del Cammino. Usano il termine ‘Chiesa’ come sinonimo di ‘Comunità’ o di ‘Movimento’. Il dialogo è impossibile perché essi devono solo annunciare, mai discutere. S’intromettono nei gruppi parrocchiali e ne sostituiscono i responsabili. Visitano le famiglie, presentandosi come inviati del parroco (anche se non lo sono). Allorquando qualche famiglia, o amico, o conoscente, avesse perso una persona cara, subito si premurano di far loro visita, di consolarli, di pregare per il defunto… e di invitarli alle loro catechesi. I ragazzi accolgono nelle loro case i compagni di scuola per far vedere loro com’è una vera famiglia cristiana e per farli partecipi delle loro attività. Mariti o mogli che aderiscano da soli al CN vengono pressati finché non inducono il coniuge ad unirsi a loro. Invitano i giovani a cercare la fidanzata all’interno della Comunità, ‘tra le figlie d’Israele’. A chi chiede informazioni dicono: “Vieni a vedere di persona e poi capirai!”. Oppure: “Puoi capire il CN solo vivendolo!”. E a coloro che accettano di fare il Cammino, fanno credere che stanno iniziando una Comunità che salverà il mondo! Perciò garantiscono l’ammissione solo agli ‘eletti che hanno lo Spirito Santo’ e chi non ce l’ha non andrà avanti! Ma non succede niente perché la scelta non dipende dai nostri sforzi. ‘Molti sono i chiamati ma pochi gli eletti’, perciò, chi non è eletto, non ha lo Spirito Santo. Sarà il catechista che (a nome del Vescovo) opererà questo processo di selezione. Si appellano all’autorità del Papa e del Vescovo locale ostentando ‘approvazioni’ (ancora inesistenti) e attestati di stima per giustificare le loro pratiche non sempre ortodosse. Invitano a partecipare a riunioni e a celebrazioni (che rifanno in altro modo nelle Comunità) per ostentare la massima ortodossia, e per evitare eventuali richiami o condanne. Usano un linguaggio proprio (compreso solo dagli aderenti) che li fa sentire migliori degli altri perché in possesso di idee nuove e che richiama sentimenti ed esperienze forti.
Cercano di formare Comunità con struttura e mentalità diverse da quella parrocchiale facendo credere che solo nelle CN vi sia la vera Chiesa dove s’incontra Gesù, che ispira e guida per mezzo dei catechisti. Celebrano con grande spettacolarità i riti di accesso e dei vari ‘passaggi’; verificano di continuo se i membri abbiano recepito bene gli insegnamenti e chiedono di testimoniare con gesti forti e l’impegno missionario per fare altri proseliti. L’indottrinamento, non è sempre conforme ai dogmi della Chiesa cattolica, ma le persone che vi aderiscono non se n’accorgono perché coinvolti psicologicamente, quasi inconsapevolmente accettano tutto passivamente senza rendersi conto di quanto sta loro succedendo. Coinvolti nella vita della Comunità, sono trascinati dagli esempi di quanti li hanno preceduti.
Ricongelamento
In questa fase le persone vengono personalmente convinte della bontà delle nuove idee, che accettano definitivamente. I nuovi ‘fratelli’ vengono preventivamente messi in guardia delle difficoltà che incontreranno e degli attacchi ai quali verranno esposti e preparati, cosicché si possano difendere con risposte preconfezionate. Diffidati dal mettere in discussione le loro certezze con altri che ‘non possono capire’, difficilmente si faranno influenzare e tanto meno convincere.
Nelle ‘convivenze’ di tre/quattro giorni fanno fare esperienze di gruppo controllate e, con tecniche sofisticate, impongono nuovi modi di pensare, distruggendo la persona e creando dipendenza. Con gli ‘scrutini’ fanno partecipare ad esperienze di gruppo durante le quali tutti vengono incoraggiati a parlare delle loro debolezze, scendendo anche nei dettagli più intimi e vergognosi. Sono autentiche confessioni pubbliche che, secondo loro, dovrebbero avere degli effetti positivi, ma che in realtà rendono tutti ricattabili e dipendenti gli uni dagli altri, specie nel caso dovessero lasciare il Cammino. L’esperienza è talmente forte che lega e impegna a tal punto che chi la fa non potrà più vivere se non nel gruppo o legato ad esso. Da questo momento sarà impossibile ogni dialogo o confronto con chi non è dentro il Cammino. Coloro che ingenuamente vi aderiscono vengono segregati dal mondo e come rinchiusi in una prigione, bloccati da sbarre invisibili che si costruiranno con le loro stesse mani e che impediscono loro d’uscire e di riprendersi la libertà. Queste ‘sbarre’ sono ‘le testimonianze di vita’ (ripetute più volte), ‘gli scrutini’, la firma sul ‘Libro della Vita’ (la Bibbia della Comunità) che assicura loro la salvezza (mentre chi non firma, la perde per sempre). A ciò si aggiungano le minacce: “Se lasci diventi un uomo disgraziato”, perché Gesù Cristo ha inviato loro (i catechisti che dicono d’averLo visto); “Se andate via il sangue di Gesù Cristo per la vostra testimonianza ricadrà su di voi” (PR, p. 412).
Chi non riesce a ‘convertire’ anche il coniuge ed i figli non è mandato ad evangelizzare nelle altre famiglie (se non nella sua) e, salvo rare occasioni, non può partecipare alla vita della Comunità per un anno. Sentendosi un ‘eletto’, ogni membro della Comunità sentirà come cosa disastrosa la sua eventuale uscita dal CN.
Lottare e soffrire per il Movimento diventa così un merito!
Già il 24 gennaio 1997 il Papa ha affidato al Pontificio Consiglio per i Laici, il compito di ‘accompagnare’ il Movimento nella stesura degli Statuti e perché vigilasse su quegli “adempimenti ineludibili, dai quali dipende l’esistenza stessa del Cammino”. In data 16.04.2001, poi, ha indirizzato una lettera al Card. James Francis Stafford, presidente dello medesimo Consiglio, nella quale ricorda che nessun carisma dispensa dal riferimento e dalla sottomissione ai Pastori della Chiesa e come nella ‘Lumen Gentium’ si afferma a riguardo dei carismi “che il giudizio sulla loro genuinità e sul loro esercizio ordinato appartiene a quelli che presiedono nella Chiesa, ai quali spetta specialmente, non di estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e ritenere ciò che è buono”. E continua: “Non è un processo facile quello del riconoscimento e dell’accoglienza dei carismi. Esso richiede un discernimento profondo della volontà di Dio e deve essere accompagnato dalla preghiera costante, perché i cuori si aprano docilmente alla voce dello Spirito nella comunione ecclesiale. Culmine di questo processo è l’atto ufficiale del riconoscimento e dell’approvazione degli Statuti come chiara e sicura regola di vita, un momento che le realtà ecclesiali interessate vivono sempre con grande gioia e viva gratitudine nei confronti di Dio e nei confronti della Chiesa”.
Il Papa confida nell’autorità e nell’esperienza di detto Consiglio. Pertanto spera in “un felice esito del procedimento ormai avviato verso la fase conclusiva”.
Alla speranza del Papa, s’unisce la nostra: che Kiko e Carmen compiano finalmente quegli adempimenti ‘ineludibili’ così a lungo attesi.
CONCLUSIONE
Qualche anno fa, chiesi a P. Enrico Zoffoli di non scrivere in maniera polemica contro le eresie dei NC ma di riportare semplicemente i testi delle loro catechesi che da sole avrebbero mostrato la pericolosità della dottrina in esse contenuta. Dopo un suo giustificato sfogo, mi promise che non appena avesse finito di confezionare la ‘bomba’ che aveva tra mano (“VERITA’ SUL CAMMINO NEOCATECUMENALE”) avrebbe senz’altro ascoltato il mio consiglio, ma purtroppo non poté mantenere la parola, perché chiamato dal Padre a ricevere il premio delle sue fatiche. Allora non pensai di mettermi subito al lavoro al suo posto perché non mi sentivo all’altezza. Per giunta avevo avuto la bella notizia che il Papa aveva finalmente letto le critiche di P. Zoffoli alle Catechesi dei NC e che, in seguito a ciò, aveva completamente (anche se non ufficialmente) cambiato atteggiamento nei loro confronti. Quando però, ad ottobre del 1999, ebbi la falsa notizia che era stato approvato lo Statuto del Movimento, subito, preso dal panico, anche se malfermo in salute mi sono messo all’opera ed ho steso questi appunti che, pur incompleti, possono offrire una ‘buona testimonianza’ dei pericoli nei quali incorrono quanti ingenuamente si affidano al CN guidato da Kiko Arguello e da Carmen Hernadez.
Finora pochi potevano sospettare la pericolosità del Movimento. Tutti, compreso il Santo Padre, pensavano che fosse un Movimento meraviglioso suscitato dallo Spirito Santo per riformare la Chiesa e solo pochi cercavano di documentarsi adeguatamente, anche perché questi scritti erano introvabili. Ora si sa che questi scritti ci sono e si possono avere: basta chiederli all’ASSOCIAZIONE “ROMA SUD” - Patente n° RM 4381738D - c/o Fermo Posta ROMA OSTIENSE - 00154 ROMA - o al sottoscritto, ben contento di rendere partecipi altri, di tanto pericolosi ‘segreti’.
Ma ancor più interessanti e compromettenti sono le direttive segrete (tipiche delle associazioni a delinquere) che ricevono coloro che guidano le Comunità. Ho avuto modo di conoscere due catechisti ‘di lungo corso’ che pur avendo plagiato a lungo tanti loro fratelli, sono tentati di denunciare per plagio i dirigenti del Movimento, perché essi stessi si sono sentiti i primi plagiati. Uno di loro mi diceva, però, di sentirsi in imbarazzo già a rispondere alle mie domande, a motivo delle minacce di maledizione e di dannazione che riecheggiavano ancora alle sue orecchie. Le direttive e le cose segrete sono quelle comuni a tutti e che ho cercato di riferire nelle ‘Testimonianze’. Entrambi m’hanno riferito che queste direttive sono venute a mancare loro non appena hanno fatto qualche obiezione e manifestato qualche critica. E, quanto doveva essere loro comunicato e attraverso loro al gruppo, veniva comunicato ad altri e per mezzo di altri, cosicché si sono sentiti effettivamente (anche se non formalmente) esclusi e umiliati.
Questo lavoro è stato dettato dalla carità verso tanti fratelli che sinceramente desiderano crescere nella fede. Il mio augurio è che quanti fanno parte di questo Movimento possano realizzare nel modo giusto il loro desiderio di vivere nella fede autentica, perché se vivono fuori dell'insegnamento della Chiesa troveranno soltanto illusioni e schiavitù. L'incontro con Cristo è la cosa principale di tutta la nostra vita. E’ della massima impor­tanza che questo incontro non venga falsificato.
Molti fra coloro che partecipano al CN sono in buona fede e incapaci di controbattere gli errori contenuti nella catechesi loro impartita, ma che pensare dei sacerdoti che si sono fatti intrappolare e imbavagliare dal Movimento, complici degli errori e degli abusi che avvengono in queste Comunità. Com’è possibile che abbiano partecipato per anni alla vita del Cammino e non abbiano visto né si siano ac­corti di nien­te. Com’è possibile che abbiano giustificato sempre tutto, abdicando alla loro missione di maestri della fede, avallando questi errori di Kiko e di Carmen? Come hanno potuto permettere che dei catechisti laici creassero una Chiesa parallela? Quale responsabilità!
Molti fra loro hanno un grande desiderio di santità: possibile che come hanno avuto il coraggio di confessare in pubblico ogni loro colpa, anche la più umiliante, ora non abbiano anche l’umiltà di ammettere d’essersi sbagliati. Come possono sentirsi legati ad un giuramento assurdo (come quello di Erode alla figlia di Erodìade) che li ha portati a disobbedire alla Chiesa, e non sentano, invece, il bisogno di ritornare alle proprie responsabilità secondo la promessa fatta nel momento dell’ordinazione sacerdotale? Non possono, certo, aspettarsi i complimenti che ebbero dai fratelli del Movimento, che anzi, perderanno parte di quel prestigio che s’erano acquistato. Ma quale merito non avranno avanti a Dio e alla Chiesa se, da esperti quali sono, in collaborazione con altri sacerdoti di sicura dottrina e santità, sapranno dare un ordine logico a questi insegnamenti rifacendo ‘ab imis’ tutte queste catechesi in modo da renderle conformi alla retta Dottrina della Chiesa Cattolica e salvando così un Movimento che ha già portato (in parte) e che certo porterà a sicura conversione milioni di persone. Basterà ristabilire i ruoli, creando un vero collegamento con la Madre Chiesa.
Un Vescovo (qui citato) che tanto aveva detto e scritto contro i NC, dopo aver ricevuto l’omaggio di un ‘uovo di pasqua’ con dentro un assegno di 84.000.000 di lire, non ha più detto una parola contro il Movimento. La Chiesa, un tempo, usava stigmatizzare i peccati di questo genere. Ora, con colpevole negligenza, non si osa neppure pronunciare la parola e, nella corruzione generale, giustifichiamo tutti. Possibile che non si rendano conto che le copiose e frequenti offerte passate ai Vescovi sono atti di ‘simonia’ perché con esse cercano compiacenze e silenzi per attività che sanno essere da Codice penale e fuori della retta dottrina della Chiesa?
Diversi laici, usciti dal Cammino, sono tornati a vivere nella Chiesa e per la Chiesa, inserendosi bene nell’apostolato. Com’è è possibile che anche fra i presbiteri non ci sia qualcuno che dica a se stesso: “Si isti et illae, cur non ego?”
Per la ‘Nuova Primavera’ della Chiesa c’è bisogno d’una pioggia abbondante di lacrime. Perché cada la pioggia necessita lo scontro di due correnti. Questo mio scritto ha avuto, forse, l’effetto d’una corrente d’aria fredda riversata contro tante coraggiose illusioni. Se qualche confratello neocatecumenale, senza il consenso del suo catechista, avrà avuto il coraggio di leggermi, mi scriva, mi corregga, mi contesti, mi aiuti a capire meglio questo ‘disegno divino’, perché possa realizzarsi senza ostacoli di altri ‘Giuda’; ma se conviene con quanto finora ho esposto, mi dia una mano a stroncare questo ‘piano diabolico’ per distruggere dal di dentro la Chiesa di Cristo. Sarà poco, quasi niente, ma sarà un inizio.
Tempo fa, constatando la mia impotenza di fronte all'avanzata inarrestabile di questo Movimento, ebbi un malore. Ritiratomi per qualche giorno in famiglia, mi sentii apostrofare che più mi vuol bene : "Elio, tu sei uno stuzzicadente che vuol fermare un treno in corsa!". Lì per lì rimasi senza parole perché m'aveva detto la verità. Ma, riavutomi, il giorno dopo gli dissi: "Ivano, così poco mi stimi? Non mi concedi almeno di essere un cacciavite o una chiave per svitare i bulloni?". Questa volta, ammutolito ci rimase lui! Spero, ora, che ammutoliscano in molti se con questo mio lavoro riuscirò a svitare anche un solo "bullone" o ad allentare una sola traversina.
Così possa essere, e così sia con l'aiuto di Gesù, di Giuseppe e di Maria.







TESTIMONIANZA DI UNA CATECHISTA NEOCATECUMENALE

http://it.nntp2http.com/cultura/religioni/cristiani/2007/01/7f2d1306223c740a773af95be6015023.html


http://209.85.129.132/search?q=cache:yMHqH3zslhgJ:www.dlifschitz.com/L'immondizia%2520ama%2520est


LA TELA

http://www.cesap.net/index.php?option=com_content&task=view&id=113&Itemid=58

TESTI NON PIU' SEGRETI

http://www.geocities.com/Athens/Delphi/6919/ita_index.htm

LA TESTIMONIANZA



http://www.internetica.it/neocatecumenali/LetteraAperta-aiVescovi.htm


http://www.internetica.it/neocatecumenali/testimonianze-sacerdoti.html


http://www.geocities.com/Athens/Delphi/6919/ita_index.htm



l'obbedienza non e' piu' una virtu' lo diceva don milani se questa mi porta a tradire l'insegnamento di cristo
vorrei ricordare che gli scritti di don elio marighetto non sono stati mai contestati dal vaticano cosa che e' accaduto invece con chico
Sono stato nel cammino per 23 anni come responsabile in una parrochia a Malta. Ho lasciato il Cammino perche ho scoperto che c'e' un tirannia organizzata. Quello che dice Eusebio ( il catecista che a portato il cammino a Malta) non si e' discutibilie, l'importante avere soldi per finanziare il progetto di un Catecomenium (edificio). Nonn importa da dove hai ottenuto questi sildi. Una volta uno non fa parte del cammino i catecisti lo scomuncano. Mi hanno avertito che ci sara molta soffernza fuori dal cammino. Bene, allora adesso la sofferenza non e' piu’ una virtu. Io, mi sento molto grato che Cristo mi ha aperto gli occhi e nono faccio piu, di questa setta con tanti segreti e con tant mancanza di discernimento. Tanti catecisti sono arroganti, e il loro lavoro e di demonizare i loro catecumeni ed anche di mentire, come hanno fatto nel mio caso. Una catecista (Monica) ha aggredito mia moglie in una festa di famiglia. Attenti ai Lupi.
  Questo sito è nato per l’impegno di un gruppo di sacerdoti, religiosi e laici che dopo aver attentamente studiato i testi delle catechesi di Kiko Argüello, tenute ai seguaci del Cammino neocatecumenale da lui fondato, vogliono comunicare i frutti del loro lavoro a quanti desiderano avere una maggiore conoscenza del movimento stesso.
     Attraverso questo sito pubblicheremo quanto riguarda non la parte positiva del movimento, ma gli errori in esso contenuti e riporteremo anche i documenti emanati dall’autorità ecclesiastica che lo riguarda.
     Oggetto delle nostre osservazioni e delle eventuali critiche non saranno mai le persone. Di queste rispettiamo le scelte compiute, anche se noi combattiamo quello che riteniamo non essere in sintonia con l’insegnamento dogmatico della Chiesa Cattolica.     

Per chi desidera inviare le testimonianze al Pontificio Consiglio per i Laici si comunicano le modalità desunte dal sito del citato organismo vaticano (http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/laity/documents/rc_pc_laity_pro_17031998_it.html):
Pontificio Consiglio per i Laici - Palazzo San Callisto - 00120 Città del Vaticano
Telefono: + 39 (0)6 698 87 396 - Fax: + 39 (0)6 698 87 214 - E-mail: pcpl@laity.va
oppure Congregazione per la Dottrina della Fede - Palazzo del Sant'Uffizio, 00120 Città del Vaticano
 E-mail:
cdf@cfaith.va